Salina di Cervia
Fauna

Fauna

L'avifauna

Recurvirostra avosetta - Foto di I.S. Wolmer - Ingrandimento [si apre in una nuova finestra]Le Saline di Cervia ospitano nel corso dell'anno più di 70 specie differenti di uccelli che trovano, anche in un ambiente così estremo, le condizioni migliori per alimentarsi, nidificare e sostare durante le lunghe migrazioni.
Gli uccelli tipici delle saline sono i limicoli, piccoli trampolieri che si nutrono di invertebrati presenti nei bassi fondali limosi, fra i quali ricordiamo: l'Avocetta (Recurvirostra avosetta), simbolo della Salina di Cervia, presente tutto l'anno e nidificante; il Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus) presente d'estate e il Piovanello pancianera (Calidris alpina), che d'inverno si riunisce in gruppi di migliaia di individui.
L'altro gruppo presente è quello degli aironi, tra i quali troviamo la Garzetta (Egretta garzetta), l'Airone bianco maggiore (Egretta alba) e l'Airone cenerino (Ardea cinerea), che frequentano le saline prevalentemente per alimentarsi o riposarsi.
Nei mesi freddi svernano a migliaia le anatre, in particolare quelle appartenenti al gruppo delle -˜anatre di superficie': Fischione (Anas Penelope), Germano Reale (Anas platyrhynchos), Codone (Anas acuta) e Mestolone (Anas clypeata).
Sono presenti tutto l'anno il Gabbiano reale (Larus cachinnans) e il Gabbiano comune (Larus ridibundus), ai quali si associano d'estate il Gabbiano corallino (Larus melanocephalus), il Fraticello (Sterna albifrons) e la Sterna comune (Sterna hirundo).
Da segnalare la presenza, ormai costante da alcuni anni, di alcune centinaia di esemplari di Fenicottero (Phoenicopterus ruber)
 

I piccoli abitanti delle saline

Artemia salinaSono presenti Anellidi, Molluschi (Gasteropodi e Bivalvi), Crostacei ed Insetti. Questi organismi oltre a partecipare alle catene alimentari e conseguentemente all'ecosistema, costituiscono una ricca fonte di nutrimento per i numerosi uccelli presenti, provvedendo alla degradazione e alla riutilizzazione delle sostanze organiche.
Fra i più caratteristici ricordiamo i Chironomidi (gen. Chironomus) insetti simili alle zanzare, le cui larve di un colore rosso intenso per la presenza di emoglobina vivono sui fondi limosi. Nelle serate estive è possibile, passeggiando lungo gli argini delle saline, incontrare grandi sciami di adulti che spesso vengono confusi con le comuni zanzare ma, a differenza di queste, sono completamente innocui.
Nei laghi continentali salati e nelle acque madri delle saline l'Artemia salina, piccolo crostaceo rossastro lungo al massimo 15 mm ha trovato rifugio dai nemici predatori.
Questo è un fatto curioso, perché questi piccoli crostacei non discendono da animali marini, ma da abitatori delle acque dolci.
L'artemia, è importantissima per la produzione di sale, rende limpida l'acqua delle vasche nutrendosi di alghe e detriti e, favorendo la penetrazione dei raggi del sole, facilita l'evaporazione.
Questo piccolo animaletto è un anello fondamentale della catena alimentare delle Saline è infatti predata soprattutto da uccelli quali il Fenicottero, la Volpoca e da numerose specie di limicoli quali l'Avocetta e il Cavaliere d'Italia.
 

I pesci

Aphanius phasciatusLe acque della salina, per l'elevata salinità, ospitano un numero limitato di pesci, i quali entrano attraverso i canali immissario ed emissario che mettono in collegamento le saline con il mare.
Risalendo questi canali i pesci giungono nel canale circondariale, che ha la stessa salinità (circa 35%) dell'acqua del mare, e quando trovano le chiuse aperte entrano anche all'interno dei bacini evaporanti. Qui possiamo trovare il Latterino (Atherina boyeri), l' Anguilla, il Nono (Aphanius fasciatus) e varie specie di Mugilidi.
L'Anguilla, un tempo molto abbondante, ha costituito per diverso tempo una fonte di reddito per i salinari che potevano pescarla e rivenderla ad un prezzo piuttosto alto per le carni pregiate.
Il Nono non è commestibile per l'uomo, ma molto importante poiché rappresenta un anello fondamentale per l'ecosistema delle saline. Questo piccolo pesce striato, che riempie tutti i bacini di prima evaporazione, può sopravvivere in acque fino a quattro volte più salate rispetto a quelle del mare. Superata una certa soglia di salinità e di temperatura, diventa facile preda per diverse specie di uccelli.